
Diagnosi e trattamento specialistico per dolore e patologie dell’anca a Roma.

Il Dott. Francesco Buschini è un medico chirurgo, specialista in ortopedia e traumatologia con particolare esperienza nella chirurgia protesica mininvasiva dell’anca sia per via anteriore che per via postero-laterale.
Effettua visite ortopediche specialistiche in pazienti con dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti dell’anca per giungere a una diagnosi e a percorsi terapeutici personalizzati per ciascun paziente.
A Roma visita e opera in regime privato presso:
Il Dott. Francesco Buschini è un punto di riferimento nella chirurgia dell’anca a Roma, con competenze specialistiche nella diagnosi e nel trattamento delle patologie articolari degenerative complesse, con particolare expertise nell’artroprotesi d’anca mediante approccio mininvasivo sia per via anteriore che per via postero-laterale.
L’attività clinica del Dott. Francesco Buschini si rivolge alla gestione di pazienti affetti da patologie articolari degenerative dell’anca, tra cui
✔ artrosi primaria e secondaria
✔ necrosi avascolare della testa femorale
✔ displasia acetabolare
✔ altre condizioni degenerative che comportano dolore persistente, riduzione della mobilità e progressivo deterioramento della qualità di vita.

Prima visita: valutazione specialistica per la diagnosi e la definizione del trattamento più adatto, conservativo o chirurgico.
La diagnosi consente di individuare con precisione il problema e di pianificare un percorso terapeutico personalizzato per patologie come:
Nelle fasi iniziali o nei casi meno avanzati, è possibile adottare un approccio terapeutico conservativo.
Questo comprende:
• terapie farmacologiche (antidolorifici e antinfiammatori)
• fisioterapia per il rinforzo e la mobilità articolare
• terapie fisiche (come laser, tecar, magnetoterapia)
• infiltrazioni di acido ialuronico o corticosteroidi,
• modifiche dello stile di vita (perdita di peso, attività motoria controllata).
Fase preoperatoria
Ottimizzazione delle condizioni cliniche, pianificazione personalizzata dell’impianto protesico e della via d’accesso chirurgica.
Intervento chirurgico
Intervento mediante accesso chirurgico mininvasivo anteriore o postero-laterale e utilizzo di protocolli dedicati al controllo del dolore durante e subito dopo l’intervento.
Fase post-operatoria
Mobilizzazione precoce, analgesia adeguata, profilassi tromboembolica.
Riabilitazione
Programma riabilitativo personalizzato, controlli del paziente nel tempo, con valutazioni ripetute a distanza (settimane, mesi, anni) per verificare recupero, stabilità della protesi ed eventuali complicazioni.

La visita ortopedica per l’anca segue un protocollo che inizia con l’anamnesi dettagliata e prosegue con l’esame obiettivo articolare, la valutazione dell’imaging radiografico (Rx bacino + assiale anca) e, quando necessario, della Risonanza Magnetica (RMN).
Il colloquio clinico chiarisce il quadro clinico, le aspettative del paziente, stili di vita, comorbidità e consente di definire un percorso terapeutico personalizzato (fisioterapia, terapia farmacologica, infiltrazioni articolari o indicazione chirurgica).
L’intervento viene eseguito tramite accesso anteriore mininvasivo, una tecnica chirurgica che preserva le strutture muscolo-tendinee con benefici che semplificano il recupero del paziente:
preservazione di muscoli e tendini coinvolti
mobilizzazione precoce e riduzione del tempo di ricovero
meno rischio di lussazione della protesi
ritorno più rapido alle attività quotidiane e al lavoro
personalizzazione della gestione clinica con coinvolgimento multidisciplinare
riduzione dei rischi grazie alle tecniche mininvasive.
In alcuni casi l’intervento può essere eseguito anche per via postero-laterale.
In presenza di casi complessi, dovuti a esiti di fratture, a pregresse stabilizzazioni lombari o a specifiche patologie congenite, la chirurgia robotica e la pianificazione digitale permettono di ottimizzare l’allineamento della protesi e la precisione del gesto chirurgico.
La revisione è indicata in caso di dolore persistente, mobilizzazione dell’impianto, usura dei componenti o infezione. La decisione sul timing dell’intervento si basa su valutazioni cliniche, radiologiche ed esami di laboratorio, e può comportare la sostituzione parziale o totale della protesi.
Il Dott. Buschini riceve privatamente a Milano presso
- UPMC Salvator Mundi International Hospital, Viale delle Mura Gianicolensi 67 (contattare al tel. 345 57 27 102;
- Rome American Hospital in Via Emilio Longoni 81 (chiamare al tel. 06 22 55 459).
Ci si dovrebbe rivolgere a uno specialista quando i sintomi interferiscono con la vita quotidiana: in caso di difficoltà a camminare, se non si riesce a dormire bene per il dolore, se si fatica a salire e scendere le scale, a indossare le scarpe o se si è impossibilitati a praticare uno sport, è il momento di una valutazione specialistica.
Il dolore che limita i movimenti quotidiani è quello da non sottovalutare. Parliamo di un dolore che tiene svegli di notte, impedisce di camminare normalmente o costringe a evitare attività che prima si facevano senza problemi. In questi casi, una diagnosi precoce può evitare che la situazione peggiori.
La rigidità dell’anca si manifesta quando si perde gradualmente la capacità di muovere l’articolazione liberamente. Può essere legata all’artrosi, alla necrosi della testa del femore o alla displasia acetabolare. Se i movimenti diventano sempre più limitati, è importante fare una visita ortopedica.
Durante la visita ortopedica, lo specialista raccoglierà la tua anamnesi, eseguirà un esame clinico dell’anca e, se necessario, ti indicherà esami strumentali come radiografie o risonanza magnetica. L’obiettivo è inquadrare correttamente il problema per poi proporre il percorso terapeutico più adatto: dalla fisioterapia a possibili trattamenti chirurgici, a seconda del caso.
L’indicazione all’intervento chirurgico di protesi totale d’anca viene valutata quando i sintomi diventano significativi e le immagini radiografiche mostrano un’articolazione compromessa.
Quando il dolore diventa persistente, limita fortemente la vita quotidiana e le terapie conservative non sono più efficaci, l’ortopedico discute con il paziente la possibilità di procedere con l’intervento, definendo il percorso più adatto alle sue esigenze.
Rimandare troppo un intervento necessario può aggravare il quadro clinico e rendere più lungo e difficile il recupero post-operatorio.
Le condizioni più comuni che richiedono l’intervento di un ortopedico dell’anca sono l’artrosi (usura dell’articolazione), la necrosi avascolare (morte del tessuto osseo per mancanza di sangue) e la displasia acetabolare (malformazione dell’acetabolo, la parte del bacino che accoglie la testa del femore).
Dipende dallo stadio della malattia. Nelle fasi iniziali, possono essere efficaci terapie conservative, ma quando l’artrosi è avanzata e i sintomi diventano seri e invalidanti, l’intervento chirurgico resta la soluzione più efficace per tornare a una vita normale.
IRCCS Ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio
Via Cristina Belgioioso 173
20157 Milano
tel. 02 87370505
02 83507519 | 02 83502633
Policlinico
San Pietro
Via Carlo Forlanini 15
24036 Ponte San Pietro (BG)
tel. 035 6225701
Primaclinic
Via S. Calimero 1
20122 Milano (MI)
tel. 02 87178584
UPMC Salvator Mundi International Hospital
Viale delle Mura Gianicolensi 67
00152 Roma (RM)
tel. 345 5727102
Rome American
Hospital
Via Emilio Longoni 81
00155 Roma (RM)
tel. 06 2255459
Dott. Francesco Buschini, Ortopedia anca e ginocchio. Albo OMCEO di Roma n° 60841. P. IVA 159.235.610.03